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Il Natale di fra Michele

Il Natale di fra Michele 18 Dicembre 2019

Il Natale del Signore è natale di speranza

 

“Quando ormai la speranza degli uomini era svanita, è la tua nascita, o Gesù, che la fa rifiorire” (Efrem Siro, Inni alla natività, 23, 6).

Con queste parole un Padre della Chiesa siriaca esprime una delle dimensioni fondamentali del Natale di Gesù: la sua nascita porta al mondo e agli uomini una speranza nuova.

Quando nasce un bambino, nasce sempre anche una speranza: la vita si rinnova, l’umanità va avanti, quel nuovo nato potrà essere portatore di bene per il mondo in cui vive…

Ma nel caso di Gesù non c’è soltanto questo, perché Gesù non è un bambino come tutti gli altri! Egli è l’Emmanuele, il Dio-con-noi, ed è Gesù, il Salvatore! Ecco il motivo profondo per cui la sua nascita fa rifiorire la speranza di un’umanità che stava languendo come in una stanca vecchiaia.

Dice il profeta Isaia: “Il popolo che camminava nelle tenebre ha visto una grande luce; su coloro che abitavano in terra tenebrosa una luce rifulse. Hai moltiplicato la gioia, hai aumentato la letizia […]. Perché un bambino è nato per noi, ci è stato dato un figlio. Sulle sue spalle è il potere e il suo nome sarà: Consigliere mirabile, Dio potente, Padre per sempre, Principe della pace” (Is 9,1-5). In questo bambino, che è nato, Dio, l’Altissimo, si fa nostro fratello, nostro amico, nostro compagno di strada, per guidarci e starci accanto nel cammino della nostra vita…E così la nostra speranza può trovare sostegno in questo Dio che si è fatto come noi…

Ma Dio, in Gesù, si fa anche buon pastore che va a cercare la pecorella smarrita! Infatti egli è nato per venire nel mondo a cercare l’uomo che, con il peccato, si era allontanato da lui… Il nome “Gesù” significa proprio “Salvatore”, “Dio salva”. Ecco perché l’angelo, apparendo ai pastori la notte di Natale, dice loro: “Non temete: ecco, vi annuncio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è Cristo Signore” (Lc 2, 10-11). Dio non ci ha abbandonati, anzi, si è fatto uomo proprio per venire a salvarci, con la sua nascita, la sua vita, la sua passione-morte e la sua risurrezione. Il Natale è allora legato alla Pasqua; infatti in tante icone orientali dedicate al Natale la mangiatoia in cui è adagiato il bambino Gesù è fatta a forma di sepolcro… Sapere che Dio in Gesù è venuto a salvarci davvero fa rifiorire la nostra speranza!

Che valgano anche per noi le parole che gli angeli, apparendo ai pastori quella santa notte, dissero loro (secondo la versione siriaca del Vangelo di Luca): “Gloria a Dio nel più alto dei cieli e sulla terra speranza agli uomini che egli ama” (Lc 2,14).

                                                                                                        Fra Michele Pari o.p.



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