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Il Covid di Suor Raffaella

Il Covid di Suor Raffaella 23 Marzo 2020

 

 

 

In tempi di pandemia da Covid-19, parlare di «cura» non può non far pensare immediatamente agli sforzi dei ricercatori, già in corso in tutto il mondo, protesi verso la scoperta di un vaccino, di un nuovo trattamento, di un antidoto efficace contro quel «nemico invisibile» che ha letteralmente stravolto la vita di ciascuno di noi, in modo rapido e del tutto inatteso.

Ma proprio in questi tempi di pandemia, partecipando direttamente e indirettamente al mistero della sofferenza condivisa e causata, in particolare, dalla malattia, si possono anche scorgere con più chiarezza i molteplici aspetti di quella «cura» che, pur non potendo ristabilire la salute fisica dell’altro, è fonte di sostegno psicologico e di sollievo spirituale, espressione di solidarietà e, ancor più, di fraternità.

La «cura» diventa così pratica concreta e valore sociale quando si manifesta nell’obbedire ai decreti governativi, nell’anticipare i bisogni dei più vulnerabili, nel mantenere le «distanze sociali» senza privare l’altro di attenzione e di affetto, nel riscoprire il valore della quotidianità, nell’apprezzare il silenzio e l’ascolto, nel rispondere senza paura agli appelli di aiuto, nel riconoscere la necessità della condivisione di risorse limitate, nel rispettare le norme di sicurezza restando aperti a quei piccoli e grandi gesti di umana generosità, che hanno già penetrato, con la luce della relazionalità e del dono di sé da parte di molti, il buio di questi giorni difficili. 

 

Suor Raffaella Petrini

Francescana e Docente presso la Pont. Università S. Tommaso di Roma
 


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