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70 milioni di disperati

70 milioni di disperati 21 Giugno 2019

Global Trends Forced Displacement in 2018 dell'Alto Commissariato ONU per i Rifugiati è il rapporto appena stato pubblicato il 20 giugno, in occasione dell'annuale Giornata Internazionale del Rifugiato.

Dal testo - e dalle numerose e dettagliate tabelle allegate - si evince che attualmente i rifugiati sono più di 70 milioni nel mondo. Di questi un terzo circa è fuori del proprio Paese e gli altri due terzi in regioni diverse di esso. Sono inclusi i 5.5 milioni di Palestinesi, ma non vi sono compresi i 3.4 milioni di venezuolani fuggiti nei Paesi vicini. 

La cifra è equivalente all'1% della popolazione mondiale, ed è raddoppiata rispetto a 20 anni fa. Siamo quindi di fronte ad un trend negativo: drammatico per chi lo subisce e allarmante per l'osservatore esterno.

Noi in Italia - sia chi è pro Salvini che chi gli è contro - abbiamo occhi solo per il nostro problema: i rifugiati attraverso il Mediterraneo. Che sono un vero problema, ma solo una fetta di esso. Tra l'altro, ci dice il rapporto, solo 3.5 milioni di rifugiati tra i 70 milioni cercano asilo in altri Paesi.

Le cause della migrazione forzata sono numerose e diverse, evidentemente, ma le guerre e il basso livello di vita fanno la parte del leone. E dal momento che i Paesi ricchi sono quelli che producono e vendono armi, e che dispongono dei capitali per lo sfruttamento delle risorse dei Paesi in via di sviluppo, la domanda: « Qualcuno ne ha colpa ? » trova una risposta intuitiva.

Certo, le élites dei paesi poveri si lasciano corrompere, ma chi li corrompe ? Gli eserciti di tali paesi vogliono essere ben equipaggiati ed armati, ma dove trovano e come trovano le armi? Le grandi multinazionali c'entrano, ma da dove ricevono l'assoluta maggioranza dei loro capitali e dove finiscono la grande maggioranza dei profitti?

Ne segue la conclusione che il benessere eccezionale di cui oggi godono i Paesi sviluppati non sarebbe storicamente possibile senza questi 70 milioni disperati. O meglio: questi 70 milioni sono il prodotto di scarto del nostro welfare. 



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